Di ognuno trovi sia il link per poterli leggere che un piccolo estratto.
«Vi prego, comprate il mio rene»
Nel distretto tecnologico di Johmuri Street, a pochi passi dai palazzi ministeriali di Teheran, i server di HostIran ospitano un sito web di compravendita di reni. Non è un angolo nascosto del dark web, ma un catalogo commerciale facilmente accessibile: le inserzioni riportano genere, gruppo sanguigno, età e città di residenza dei venditori. Talvolta anche le loro motivazioni. Sebbene l’Iran abbia legalizzato la vendita di reni, la piattaforma sembra scavalcare la normativa […]
[…] Ci aspettiamo che nel privato conservi una studiata riservatezza, ma scopriamo un uomo aperto e accogliente che indossa orgogliosamente una maglietta di un viola timido. Misura i comportamenti, ma si lascia guidare da una spontaneità che suona a volte piacevolmente impacciata e altre molto consapevole. Un momento di scarsa connessione a internet ci regala un nemico comune di cui lamentarci per rompere il ghiaccio. Nel mentre sposta due grandi pacchi sullo sfondo, forse preoccupato per un eventuale giudizio sul disordine. Un trasloco in corso, ci confiderà. Noi comunque non lo avremmo giudicato. […]
Intervista
Chiacchierare di scienza con un pianista. E di musica con un biologo
Reportage
Il Nameless della Brianza diventa il Nameless di tutti. E funziona.
Nessuno ha un ombrello, ma anche chi ha un cappuccio non lo usa. Eppure piove. Anzi, diluvia. È appena iniziato giugno, ma il Nameless ha sempre avuto da ridire con il concetto di primavera-ormai-inoltrata. Si narra che nessuno abbia mai assistito a un’intera edizione senza pioggia. «È un attore non pagato», scrive in un post John Summit, costretto dallo staff a mettere al riparo la console, nonostante volesse continuare a suonare sotto l’acqua. All’uscita qualcuno corre, più per l’emozione cinematografica di correre sotto la pioggia che per raggiungere in fretta l’angolo di asfalto dismesso in cui ha mollato l’auto, che nessuno definirebbe parcheggio. […]
Ogni ventidue Bahman (l’undici febbraio), gli iraniani ricordano la Rivoluzione islamica e la caduta della dinastia Pahlavi. È festa, con fuochi d’artificio e addobbi. Per alcuni. Per tutti gli altri, invece, lo scorso è stato il quarantacinquesimo anniversario dell’arrivo del «regime malefico». «Chi è contrario», spiega l’attivista Rayhane Tabrizi, «urla, alla sua morte».
Le donne iraniane hanno un grande alleato: gli uomini
Il malocchio è una magia che ci riguarda ancora
[…] Fino a qualche mese fa era convinta che le paralisi del sonno fossero «il modo in cui Satana viene a prendere i vivi per portarli con sé». Glielo aveva confidato la madre e lei ne aveva conservato la memoria per decenni. Le aveva anche suggerito che «l’unico modo per scacciarlo e potersi svegliare fosse bestemmiare». Strano, in un contesto tanto devoto, ma lei si era fidata. «bestemmiavo ogni volta che succedeva. E tenevo un rosario sotto al cuscino».
[…] Perché ci è facile trasformare criminali in eroi popolari? Perché giustifichiamo rapine, furti, omicidi, capovolgendo l’indignazione in ammirazione? Ne discutiamo con Keith Hayward, professore di criminologia all’Università di Copenaghen e membro del Copenaghen Centre for Criminology. […]
Quella dolce tentazione di giustificare il male
La precarietà degli educatori professionali
[…] Quando le chiediamo se preferisce rimanere anonima, ci risponde che non fa differenza. «Se mi licenziano finalmente cambio lavoro», ci dice. «Ma tanto non possono farlo: siamo sotto di organico». È la quotidianità degli educatori professionali, un mestiere spesso indicato come tipo-un-insegnante-di-sostegno o più-o-meno-un-assistente-sociale. E che è un mix di ore di lavoro non pagate, stipendi risicati, stress e mancanza di sicurezza.
Studi statunitensi indicano una sottodiagnosi di ADHD nelle minoranze etniche. In Italia mancano ricerche, ma diversi specialisti ritengono plausibile lo stesso fenomeno.