Chiacchierare di scienza con un pianista. E di musica con un biologo

Quando incontriamo Emiliano Toso l’estate è alle porte. È un pomeriggio fresco e lento, che ci regala il tempo per l’ascolto. Ci aspettiamo che nel privato conservi una studiata riservatezza, ma scopriamo un uomo aperto e accogliente che indossa orgogliosamente una maglietta di un viola timido. Misura i comportamenti, ma si lascia guidare da una spontaneità che suona a volte piacevolmente impacciata e altre molto consapevole. Un momento di scarsa connessione a internet ci regala un nemico comune di cui lamentarci per rompere il ghiaccio. Nel mentre sposta due grandi pacchi sullo sfondo, forse preoccupato per un eventuale giudizio sul disordine. Un trasloco in corso, ci confiderà. Noi comunque non lo avremmo giudicato.

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