Le donne iraniane hanno un grande alleato: gli uomini

Ogni ventidue Bahman (l’undici febbraio), gli iraniani ricordano la Rivoluzione islamica e la caduta della dinastia Pahlavi. È festa, con fuochi d’artificio e addobbi. Per alcuni. Per tutti gli altri, invece, lo scorso è stato il quarantacinquesimo anniversario dell’arrivo del «regime malefico». «Chi è contrario», spiega l’attivista Rayhane Tabrizi, «urla, alla sua morte». 

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